1 1 1 1 Accademia, al via il nuovo restauro della parte storica Parte finalmente il restauro della parte storica delle Grandi Gallerie dell’Accademia, dopo una lunga attesa. 
Conclusa la ristrutturazione della nuova ala nell’ex convento della Carità - anche se non ancora il riallestimento integrale delle collezioni - si lavorerà ora al primo piano, sfruttando i circa 9 milioni di euro già stanziati dal ministero dei Beni Culturali per l’intervento, anche se ne dovrebbero bastare solo 7, e utilizzando il resto dei fondi per la prosecuzione della sistemazione delle collezioni al piano terra. 

Il direttore delle Gallerie dell’Accademia, Paola Marini, ha confermato ieri il prossimo inizio dei lavori nel piano che conserva anche gli allestimenti realizzati da Carlo Scarpa, e che saranno mantenuti. Si pensa di apportare anche delle piccole modifiche al progetto, valorizzando maggiormente gli allestimenti originali di Scarpa e pensando contestualmente a uno spazio per mostre a rotazione dei suoi disegni. Il riordino di Carlo Scarpa del primo piano delle Gallerie dell’Accademia fu compiuto tra il 1945 e il 1960, in varie fasi, ed è rimasto appunto sostanzialmente immutato fino a oggi. Ma l’importante è che i lavori partano, anche perché dovrebbero avere una durata di circa due anni. 

Il museo comunque non dovrebbe essere mai chiuso e si lavorerà a tranches, chiudendo di volta in volta alcune stanze e spostando le opere in altre. Per questo diventerà essenziale poter disporre della nuova ala al piano terra negli spazi dell’ex convento della Carità prima occupati dall’Accademia di Belle Arti e ora riservati alle mostre temporanee e in parte riallestiti a livello museale con le sale dedicate al Seicento e in parte al Settecento. 

Il piano terra diventerà anche la “camera di compensazione” del museo, dove verranno esposte temporaneamente quelle parti di collezione spostate dal piano superiore, in attesa del riallestimento definitivo di questa parte della pinacoteca, per cui sono già state rinvenute le risorse, circa un milione di euro. 
Saranno eseguiti l’ammodernamento degli impianti e l’adeguamento funzionale insieme ad altri intervento resisi necessari anche perché i lavori condotti al piano terra per la nuova ala della pinacoteca - specie per quella parte che ha riguardato anche le fondazioni, visto che gli impianti tecnologici sono stati interrati nel cortile palladiano - hanno comportato anche al piano superiore l’apertura di fessurazioni e dissesti nelle murature. 

Nel piano interrato infatti si collocano le centrali tecnologiche dei nuovi impianti tra i quali spiccano i sistemi di climatizzazione e antincendio che sono all’avanguardia nel panorama delle strutture museali nazionali e internazionali. 
Da tempo sono già entrati in funzione tutti i dispositivi di climatizzazione, studiati con soluzioni specifiche, e quelli per il superamento delle barriere architettoniche, ivi compresi due grandi ascensori per i visitatori. Dal 2012 sono in funzione i nuovi servizi per il pubblico, la scala di collegamento ai diversi piani e tutti i servizi destinati al personale di custodia del museo.

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