1 1 1 1 Biennale 2017: al Padiglione di Venezia lusso tra gioielli, vetro e artigianato "Un racconto che vuole suscitare emozioni nei visitatori ed essere la rappresentazione della potenza creativa veneziana". Con questo intento, Stefano Zecchi, docente di estetica, rivisita la tradizione del Padiglione Venezia ai Giardini della Biennale. Progettato nel 1932 da Brenno del Giudice per ospitare quelle che una volta erano definite impropriamente arti minori, e che ora diventa un tempio del lusso: Luxus è, infatti, il titolo scelto per questo spazio che si apre all'arte contemporanea dove giovani artisti fanno da testimonial all'eccellenza delle imprese veneziane.

Una manifestazione di motivato orgoglio, condivisa anche dal sindaco Luigi Brugnaro. Vetro e gioielli ne avevano, un tempo, l'esclusiva. Presenti anche in questa occasione. I vetri: quelli dei giovani della Scuola Abate Zanetti accanto a nomi storici come Barovier&Toso mentre il campo, con Crystalexe, si estende anche all'architettura. Calici in vetro e ceramica della Zafferana dove degustare l'esclusivo vino bianco di Venissa. I gioielli: un top come il moretto di Nardi o quelli romantici di Roberto Coin, insieme agli argenti di Zaramella.

Il lusso ha molte declinazioni in una città orientale come Venezia. Sono i damaschi di Rubelli o di Bevilacqua o le preziose pietre vitree di Orsoni. I merletti di Jesurum o le settecentesche ceramiche Cozzi, reinventate da Antonio Tognana. Per non parlare delle famose zeppe veneziane, immortalate dal Carpaccio, diventate vere sculture in René Caovilla. E nella patria di Aldo Manuzio non potevano mancare le raffinate edizioni di Antiga. L'antica via della seta si profuma dell'essenza di "The Merchant of Venice". Nulla è trascurato, a cominciare dal pavimento posato dalla Itlas in legno di faggio, proveniente dall'Antico Bosco del Remo della Serenissima.

Infine l'arte tout-court: il maestro della fotografia analogica Maurizio Galimberti, i video di Cesare Cicardini e l'installazione "L'art de vivre" di Marco Nereo Rutelli. L'onore del marchio, la rielaborazione di un antico capitello bizantino, spetta al più giovane "Tajapera", classe 1992, rimasto in attività, erede di una lunga tradizione familiare. Inaugurazione venerdì 12 maggio alle ore 16.

La Biennale di Venezia 2017
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