1 1 1 1 Chiostro dell'Archivio di Stato: Barni e la condizione umana "Amo l'amore. E l'arte è la cosa più straordinaria che gli uomini hanno avuto in dote" dichiara Roberto Barni, artista fiorentino (già presente in tre Biennali 1980-'84-'88), alla pesentazione delle sue opere nel suggestivo chiostro dell'Archivio di Stato. Quattro le sculture esposte che formano uno spazio scenico (organizzazione di Galleria Poggiali di Firenze): sono esseri umani quelli da lui scolpiti: li ha messi in croce, in "Camminare in croce"; o muti che sostengono un piano orizzontale, in "Atto muto"; uomini con la tesa rivolta alternativamente in alto e in basso in un totem, in "Doppia controversia". Simboli di una condizione umana anonima, servile, alienante. Drammatica. Su "Controversie" ne scrive Medardo Chiapponi. Alla fine, per quanto di bronzo e oro in "Capogiri d'oro": "li ho buttati in un cestino", dice l'artista toscano. "Viviamo in un'epoca in cui tutti pensano al successo. Non se ne può più, dovremmo invece aspirare all'insuccesso di un Van Gogh, che gli ha permesso di fare cose grandi"

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