1 1 1 1 Di fuoco e di acqua: Fabrizio Plessi per la Fenice in Estate Il lavoro di Fabrizio Plessi è caratterizzato da un'estrema ricerca formale e da un solido pensiero intelletuale che raggiunge una sintesi nell'estetica degli elementi primordiali, acqua e fuoco in primis. Da decenni egli ha anticipato le tendenze future con la video arte, quando ancora parlare di questa era una azzardo e sembrava impossibile che i pixel avrebbero in gran parte soppiantato i tradizionali strumenti di lavoro artistico. Tuttavia, e anche in questo risiede la grandezza dell'uomo Plessi, quando mesi e mesi orsono gli è stato offerto il Teatro La Fenice per poterne fare l'uso che meglio ne avrebbe voluto, la sua idea non è stata di utilizzare il teatro come contenitore delle proprie esperienze e di molti suoi lavori, ma al contrario, di celebrare l'importanza della Fenice con un omaggio simbolico ad essa. Da veneziano, seppure non di nascita, Plessi guarda al Teatro della città con rispetto e ammirazione e l'idea che uno degli elementi archetipici, il fuoco, abbia mandato in cenere l'edificio, per farlo risorgere com'era e dov'eram, ha stimolato la sua creatività, scavando nella profondità del suo dna analitico. Come un archeologo illuminato restitutisce alla luce il tesoro nascosto, così Plessi ha voluto creare un meta-teatro composto dagli stessi elementi che lo sostanziano: bianchi calchi di gesso, riportati in teatro dai depositi, a centinaia, racchiusi nelle loro gabbie di legnom, come dei fossili a segnare le tracce delle storiche decorazioni del teatro, "scie di una narrazione dal potere magnetico". In un crescendo di emozioni con un cangiante gioco di luci che alterna il rosso del fuoco all'azzurro blu dell'acqua, che si propaga dalla platea ai palchi avvolgendo tutto il teatro in un abbraccio ora mortale, ora salvifico, lo spettatore è coinvolto in un percorso labirintico tra pezzi di teatro che come un mosaico si compongono in forme infinite. Non è un'idea di teatro, è il Teatro stesso con i suoi decori in forma di calchi a mostrarsim Pleassi trasporta i suoi elementi in una danza simbolica tra ossimori, acqua/fuoco, distruzione/vita. La Fenice risorta dalle sue stesse ceneri trova il giusto orgoglio di mettersi in mostra con la regia saggia e visionaria di Plessi. Un'occasione importante per vedere un grande artista dirigere i flussi creativi che non sono note ma luci, emozioni che si intrecciano nel grande abbraccio tra la musica (di Giovanni Sparano) e l'arte. L'omaggio è alla creatività, alla potenza di un"contenitore" che si rende contenuto, dialogando armonicamente con un Artista che sa domare gli elementi con la forza e l'entusiasmo dell'"homo faber".

FENIX DNA di Fabrizio Plessi
25 luglio-6 agosto h.19 Teatro la Fenice

articolo di Fabio Marzari, tratto da:VeNews 07/08/2017

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