1 1 1 1 The Boat is Leaking_The Captain Lied alla Fondazione Prada La mostra più rivoluzionaria in corso a Venezia è il risultato della sinergia di tre personalità, differentemente creative: l’artista Thomas Demand, la scenografa e costumista Anna Viebrock, il regista e scrittore Alexander Kluge, capitanati – mai come in questo caso la metafora nautica funziona – da Udo Kittelmann, direttore della Nationalgalerie di Berlino e curatore di The boat is leaking. The captain lied. Nell’elenco degli agenti che rendono questa mostra così speciale, vi è un quinto elemento, lo straordinario contenitore di Palazzo Corner della Regina, sede veneziana della Fondazione Prada, che mai come in quest’occasione interagisce con gli ambienti artificiali creati dai tre, in un gioco di illusioni e cortocircuiti visivi. Il progetto è un contributo a più voci dove mezzi espressivi differenti – cinema, installazione, fotografia, scenografia – concorrono alla trasformazione degli interni settecenteschi in una sorta di luogo del pensiero, materializzazione della precarietà emotiva dell’esistenza. La mostra prende le mosse da un errore o meglio da un fraintendimento: Thomas Demand è colpito da Giorni... ultimi!, straordinario capolavoro di Angelo Morbelli (1853-1919), e invia ai suoi collaboratori una cartolina del quadro convinto che racconti l’alienazione di alcuni marinai ormai in pensione. Il dipinto fa in realtà parte di una serie di tele che l’artista divisionista dedica agli ospiti del Pio Albergo Trivulzio di Milano, una sorta di ricovero pubblico per anziani, nei quali il primo soggetto d’indagine è in realtà il senso d’abbandono che attanaglia le figure, giunte ormai alle porte di un inesorabile destino. La mostra veneziana non solo mette insieme sette versioni del di - pinto morbelliano – impresa non delle più semplici anche per un museo pubblico – ma ricrea gli stessi spazi di schizofrenia del ricovero milanese, invitando lo spettatore a farne parte, a provare quell’amara consapevolezza di un costante stato di emergenza. Perché Everybody Knows, tutti sanno, tutti sono consapevoli della situazione, come cantava Leonard Coen nel 1988 in una strofa che si è rivelata la formula calzante per tenere insieme questa complessa operazione espositiva. The boat is leaking. The captain lied. è un titolo che attraverso la metafora dell’emergenza mette letteralmente in scena interni metafisici, esterni artificiali, cortometraggi dai dialoghi spiazzanti in un continuum disorientante. I tre artisti, distinti per formazione, modalità espressive e generazione, si conoscevano ma non avevano mai avuto occasione di lavorare assieme e in maniera così simbiotica nella costruzione di un tumulto visivo ed emotivo. Un orizzonte di tragedia che chiama in causa un padre del genere ugualmente d’ispirazione, William Shakespeare, che nel Giulio Cesare scrive: «Soffia ora, vento; gonfiatevi, onde; sta bene a galla, barca: scatenata è ormai la gran tempesta, e tutto adesso è rischio». Quel senso di smarrimento che potrebbe cogliere anche il visitatore tra gli spazi illusori di una mostra in cui le installazioni sono un tutt’uno con il palazzo, e che tuttavia è la giusta chiave di lettura per l’esposizione stessa, la sua giusta percezione, perché non esiste un percorso predefinito, nella mostra come nella vita.

Fonte: Cristina Beltrami, InTime Magazine 2017/4

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