1 1 1 1 Tintoretto, Tiepolo, Canaletto: Alla Querini Stampalia i tesori di Carive S'inizia dai giorni nostri per poi scendere nel pozzo della storia e del tempo, con Arturo Martini e Alberto Viani e Domenico Tintoretto. Si annuncia suggestivo l'excursus attraverso sei secoli di storia dell'arte che sarà allestito alla Fondazione Querini Stampalia di Venezia e renderà fruibile al pubblico l'importante patrimonio artistico e culturale delle collezioni della Cassa di Risparmio di Venezia, dal 2014 appartenente a Intesa Sanpaolo, a seguito dell'assimilazione della Carive nella Capogruppo. Raccolte che comprendono tre distinti nuclei collezionistici - opere d'arte e arredi, biblioteca veneziana, collezione numismatica - costituiti dalla banca fin dalla sua fondazione nel 1822 e arricchiti nel Novecento, anche con acquisti dalla Biennale e dalla Bevilacqua la Masa. 

Da Tintoretto a Tiepolo, da Canaletto a Ippolito Caffi, la collezione Carive è costituita da 65 tra dipinti e sculture, 79 disegni e diversi arredi, dal XV al XX secolo; una biblioteca che comprende edizioni rarissime della storia della stampa veneziana dal XV al XIX secolo.

L'esposizione è prevista nella primavera 2018, mentre è stato formalizzato lo scorso febbraio la convenzione tra Intesa Sanpaolo e Fondazione Querini Stampalia con cui la banca concede questo patrimonio in comodato per vent'anni, rinnovabili, alla Querini Stampalia; Intesa Sanpaolo si impegna a sostenere gli oneri relativi al restauro, al trasferimento delle collezioni nonché all'allestimento degli spazi dedicati. La Fondazione si occuperà della custodia, della curatela scientifica e della gestione garantendone la conservazione e la piena accessibilità a pubblico e studenti.

L'allestimento porta la firma di Michele de Lucchi con la curatela affidata a Giovanna Nepi Sciré. Un percorso che si aprirà con una sala interamente dedicata alla storia delle collezioni, anche con strumenti multimediali, e che sarà introdotta all'ingresso da un torso femminile in marmo nero di Viani. Si passerà poi al portego dedicato a Martini, con le due grandi statue in cemento raffiguranti l' "Allegoria del Mare" e l"Allegoria della Terra". Percorrendo un'infilata di stanze, dalle pareti colorate in base ai dipinti e arredi che ospitano, s'incontreranno, tra trumeau, consolle e specchiere, un autoritratto e un notturno di Caffi; alcuni fogli di ambito tiepolesco e un corpus di 73 diesgni di Guglielmo e Beppe Ciardi; "Il Canal Grande Verso Cannaregio" e "Il Canal Grande dalla Salute verso il Bacino di San Marco" di Canaletto; il "Giudizio Universale di Giambattista Tiepolo e le "capricciose invenzioni" di Giambattista Piazzetta, Sebastiano e Marco Ricci.

L'approdo è cinquecentesco, per un modello per il Paradiso di Palazzo Ducale di Domenico Tintoretto e sempre del Tintoretto un intenso "Ritratto di Ambasciatore" che emerge da uno sfondo scuro. 
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