1 1 1 1 Torna a Venezia il Tintoretto di Bowie Dalla perduta chiesa di San Geminiano in Piazza San Marco - tra le Procuratie Vecchie e quelle Nuove, distrutta da Napoleone nel 1807 per fare spazio a quella che è tutt'oggi l'Ala Napoleonica con il suo Salone da Ballo - alla collezione privata di un artista del rock come David Bowie.

E' presto, nel 2019, in occasione della prossima edizione della Biennale Arti Visive, nuovamente a Venezia. E' la storia straordinaria di una pala d'altare di Jacopo Tintoretto (L'Angelo che annuncia a Santa Caterina il suo martirio) che ornava appunto, assieme ad altri capolavori, la magnifica chiesa sansoviniana fatta distruggere da Napoleone, disperdendo anche il suo patrimonio.

Dopo la spoliazione napoleonica, il dipinto di Tintoretto fu per pochi anni alle Gallerie dell'Accademia di Firenze e poi fu acquistato da un colonnello britannico, Th Davies. Per quelle che sono poi le peregrinazioni del mercato dell'arte, circa trent'anni, la "Santa Caterina" fu acquistata appunto da David Bowie per la sua collezione privata, accanto a opere di artisti contemporanei come Duchamp, Picabia, Basquiat, tra gli altri. Bowie, a quanto risulta, era letteralmente ossessionato da Tintoretto e dalla sua pittura, tanto da avergli dedicato anche una sua etichetta discografica, la Tintoretto Music.

Non si è mai separato da quest'opera fino alla sua morte. Poi la collezione Bowie è andata all'asta nel novembre scorso da Sotheby's ed è stata venduta per 191 mila sterline a un collezionista privato europeo che ha poi deciso di collocarla, con un prestito a lungo termine, al museo Bubenshouse di Anversa, in Belgio, tra l'altro molto amato da David Bowie. Un modo per il collezionista di rendere omaggio all'influenza di Tintoretto sugli artisti fiamminghi, a cominciare da Rubens e Vand Dyck.

Le indagini compiute sul dipinto hanno rivelato inoltre che l'opera è interamente di man di Tintoretto, senza l'intervento degli aiuti della sua bottega, datandola circa al 1570, una decina di anni prima di quanto si pensasse. 

E' nato così ora il progetto, anche con il contributo della Fondazione Colnaghi, di riportare la pala del Tintoretto appartenuta a David Bowie a Venezia nel 2019 (un anno dopo la grande retrospettiva che la città ospiterà per i cinquecento anni dalla sua nascita a Palazzo Ducale e alle Gallerie dell'Accademia) in contemporanea con la nuova edizione della Biennale Arti Visive. 

Il focus della mostra sarà proprio la perduta chiesa di San Geminiano che ospitava la pala tintorettiana (dove Ruben certamente la vide e Van Dyckla la celebrò con uno schizzo) e le opere che insieme a essa lì erano ospitate, come le ante di organo dipinte da Paolo Veronese. Ma qui erano ospitati anche dipinti di Bernardino da Murano, Bartolomeo Vivarini, Sebastiano Ricci e altri artisti. L'altare maggiore di San Geminiano è stato conservato e oggi fa da altare alla chiesa di San Giovanni di Malta. 

La mostra, intorno all'opera di Tintoretto, cercherà di restitutire lo spirito di quella chiesa che fu fonte di ispirazione per i pittori fiamminghi del tempo. Contatti sono già in corso con la Fondazione Musei Civici e la mostra con il Tintoretto di David Bowie e ciò che resta della perduta chiesa di San Geminiano potrebbe essere ospitata dal museo Correr.

Quasi un risarcimento storico, visto che quasi nella stessa zona essa fu demolita da Napoleone.


Jacopo Robusti, called Jacopo Tintoretto and StudioTHE ANGEL FORETELLING SAINT CATHERINE OF ALEXANDRIA OF HER MARTYRDOM
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