1 1 1 1 21 Novembre: Festa della Salute La Festa della Madonna della Salute, il 21 Novembre, ricorda una tradizione tipicamente veneziana che segna in qualche modo l'avvio della stagione fredda in città. Si tratta di un culto semplice, devozionale e senza risvolti complessi, dove è una intera città che si reca in pellegrinaggio nella Basilica progettata dal Longhena e sfila davanti all'icona bizantina della Mesopanditissa, una Madonna nera, che salvò Venezia dalla peste del 1630-31.  Non fu quella del 1630-31 la prima volta in cui i Veneziani fecero la triste esperienza di quanto fosse terribile la peste: quella del 1348 portò via i due terzi della popolazione, e quella del 1575, anche se meno violenta, fu così insistente e duratura che la Serenissima ricorse all'aiuto divino facendo voto di costruire la Chiesa del Redentore alla Giudecca. La peste del 1630 arrivata, pare, da Mantova, è particolarmente violenta, e Venezia presenta uno spettacolo desolantissimo: i lazzeretti sparsi per le isole sono incapaci di contenere gli appestati che pertanto rimangono nelle case, il più delle volte senza medici. Venezia, città di mare e di grandi commerci, forte dell'esperienza passata, prende ogni precauzione per evitare che il male entri in laguna, ma il morbo compare improvvisamente in città portato, si dice, dall'ambasciatore di Carlo Gonzaga Nevers, il marchese de' Strigis, che si reca a trattare la pace con l'imperatore Ferdinando II, portando con sé preziosi doni, ed una lettera per il Doge Nicola Contarini. Il senato della Repubblica lo blocca al suo ingresso in città e lo obbliga ad una quarantena, prima dell'Isola del Lazzaretto Vecchio e poi, per sua comodità, nell'isola di San Clemente.
Ma per inevitabile fatalità, o per imprudenza da parte del falegname che presta alcuni lavori di adattamento della casa, la peste che colpisce l'ambasciatore e i suoi familiari compare nella contrada di San Vito, poi in quella di San Gregorio, ed in breve in tutte le contrade. In mezzo a tanta sventura, Venezia, ormai incerta e disorientata, si trova impotente a lottare contro il male. Il Patriarca Giovanni Tiepolo, con il Clero e i fedeli, "versando lagrime di dolore e di compunzione" guida pubbliche processioni e solenni esposizioni del SS. Sacramento in Cattedrale, ad implorare la clemenza del cielo. Il Doge e il Senato della Repubblica deliberano che per quindici sabati si facciano in San Marco, davanti alla statura della Madonna Nicopeia, il Doge, a nome di tutta Venezia, con voce che tradisce l'emozione, pronuncia il Voto di "erigere in questa Città e dedicare una Chiesa alla Vergine Santissima, intitolandola Santa Maria della Salute, e che ogni anno, nel giorno che questa Città saraà pubblicata libera dal presente male, Sua Serenità et li successori suoi anderanno solennemente col Senato a visitar la medesima Chiesa a perpetua memoria della Pubblica gratitudine di tanto beneficio".

21 Novembre, Basilica di Santa Maria della Salute, Dorsoduro.
 

Basilica della Salute
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