1 1 1 1 Biennale di donne, d'Oriente e di ricerca Ricerca. E' la parola di riferimento della Biennale. Il lavoro creativo quale frutto di una ricerca costante. Lo dice Paolo Baratta, presentando a Roma il programma dei settori dello spettacolo dal vivo della Biennale di Venezia 2017. "Teatro, danza, musica", spiega, "sono ispirati da un indirizzo comune: ciascuno focalizzando su modi particolari di concepire la regia teatrale, l'impostazione coreografica e, per quanto riguarda la musica, su un'idea inclusiva di sperimentazione contemporanea".

Il filo rosso di quest'ultima sezione diretta da Ivan Fedele (dal 29 settembre all'8 ottobre) privilegia un'ampia area del continente asiatico che include Cina, Corea e Giappone, a partire dal Leone d'Oro alla carriera che sarà assegnato a Tan Dun, 57enne compositore cinese distintosi per avere coniugato la tradizione sciamanistica cinese con l'avanguardia occidentale. Il Leone d'Argento per i talenti emergenti sarà invece assegnato al giovane compositore giapponese Dai Fujikura  del quale sarà eseguita in prima mondiale l'Horn Concerto n.2 con l'Orchestra di Padova e del Veneto. La stessa orchestra aprirà il Festival con una rara rappresentazione di Stockhausen, "Inori".

La sezione Danza (dal 23 giugno all'1 luglio) quest'anno affidata a Marie Chouinard, ha per titolo "Capitolo Primo/First Chapter". Nel suo intervento la coreografa canadese ha sottolineato il desiderio di "portare la danza nel cuore della città, offrire all'improvviso i danzatori in movimento ai passanti, ai turisti". Leone d'Oro alla danzatrice e coreografa americana Lucinda Childs, pioniera del minimalismo astratto che ha influenzato generazioni di danzatori, e che sarà presente con tre classici del suo repertorio, tra cui "Dance" frutto della collaborazione con Sol Lewitt e Philip Glass, titolo mai rappresentato in Italia. Molti i coreografi ospiti per la prima volta al Festival: dall'afroamericana di Ottawa Dana Michel, alla quale sarà assegnato il Leone d'Argento, a Clara Furey che insieme allo slovacco Peter Jasko indagherà il rapporto tra finzione e realtà; da Louise Lecavalier alla olandese Ann Van den Broek, dalla belga Lisbeth Gruwez, alla meticcia Daina Ashbee, dalla sudafricanaRobyn Orlin a, per concludere, Mathilde Monnier e La Ribot.

Forte la presenza femminile anche nella sezione Teatro diretta da Antonio Latella, dal titolo "Atto primo: regista" (dal 25 luglio al 12 agosto). Al centro del programma ideato dal neo direttore c'è la regia, con uno spaccato del panorama europeo attraverso nove registe donne provenienti da Italia, Germania, Olanda, Francia, Polonia, Estonia. A ognuna di loro sarà dedicaato una sorta di ritratto con diversi spettacoli che tracciano il personale processo creativo. Il Leone d'Oro alla carriera sarà assegnato alla coreografa tedesca Katrin Brack, una delle grandi firme della scenografia teatrale, concepita come un vero contributo drammaturgico che partecipa attivamente alla scrittura scenica. Il Leone d'Argento andrà alla regista di punta del teatro polacco Maja Kleczewska, la cui ricerca ha trovato sponda nella scelta di autrici quali il Premio Nobel Elfriede Jelinek.
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