1 1 1 1 Musica sull'acqua Da alcuni mesi l'isola di San Giorgio Maggiore, sede della Fondazione Giorgio Cini, si è arricchita di un nuovo straordinario gioiello: lo Squero. Un auditorium con una capienza di duecento posti a sedere ricavato dal restauro di un cantiere navale (in dialetto veneziano, appunto, squero) , risalente al XIX secolo e originariamente destinato alla costruzione di imbarcazioni di legno. Si tratta di un auditorium speciale, perchè unisce un'acustica eccezionale a una vista estremamente suggestiva. Di fronte alla platea e alle spalle dei musicisti una parete di vetro si apre sulle acque della laguna, offrendo allo spettatore la possibilità di vivere l'esperienza unica di un concerto letteralmente "a bordo d'acqua". La scoperta della vocazione musicale dello Squero si deve a Pedro Memelsdorff, musicista di fama mondiale e direttore dei seminari di Musica Antica della Fondazione. Prima del restauro, Memelsdorff accompagna in sopralluogo allo Squero il segretario generale della Fondazione Cini, Pasquale Gagliardi, che gli manifesta la difficoltà di individuare una vocazione adeguata per un edificio dalle caratteristiche così particolari. Durante la visita Memelsdorff non si limita a guardare ma, come fanno i poeti, si mette in "ascolto". A occhi chiusi schiocca le dita rilevando l'acustica straordinaria di quello spazio. Gagliardi, che nel suo ruolo di segretario generale della Fondazione ha diverse volte dato prova di saper realizzare le visioni più ardite, dalla posa del facsimile delle Nozze di Cana per il Cenacolo Palladiano sino alla trasformazione del dormitorio dell'abbazia in una magnifica biblioteca, coglie immediatamente il valore del suggerimento e avvia senza indugio la ristrutgturazione dando vita alla trasformazione dello Squero in una delle sale concerto più suggestive al mondo. La direzione dell'intervento di restauro è affidata agli architetti veneziani Fabrizio Cattaruzza e Francesco Millosevich. L'isola di San Giorgio Maggiore, sul cui territorio sorgeva un tempo una ricchissima abbazia benedettina soppressa da Napoleone del 1806, a seguito dell'invasione dei francesi e la fine della Serenissima, cadde in una condizione di profondo degrado: nel 1951 venne restituita all'antico splendore dal conte Vittorio Cini che la ottenne in concessione dallo Stato italiano per restaurarla e farne la sede della fondazione culturale e filantropica intitolata al figlio Giorgio, scomparso in tragiche circostanze.
La Fondazione Giorgio Cini è oggi una delle più importanti istituzioni culturali italiane, nota in tutto il mondo per la qualità e varietà della sua produzione artistica e scientifica.
San Giorgio Maggiore è un luogo unico, dove le architetture di Andrea Palladio e Baldassarre Longhena si combinano con grandi opere di Vittore Carpaccio, Jacopo Tintoretto e Paolo Veronese. Ma si commetterebbe un errore con 
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